Ginocchio

ARTROSI DEL GINOCCHIO

L’artrosi del ginocchio, o gonartrosi, è una malattia cronica degenerativa del ginocchio. Ha carattere progressivo per cui il danno articolare col tempo peggiora fino a provocare diversi gradi di disabilità. E' causata dall'usura dei capi articolari delle tre ossa che compongono l’articolazione: la rotula, la tibia e il femore. La cartilagine che riveste tali superfici articolari progressivamente si assottiglia fino ad esporre l’osso subcondrale sottostante. Questo reagisce addensandosi e producendo escrescenze periferiche, gli osteofiti.
La classificazione più comunemente usata distingue un’artrosi primitiva, causata da fattori generali e che insorge senza precedenti patologie a carico dell'articolazione, ed un’artrosi secondaria, in cui
affezioni precedenti hanno alterato i rapporti o il trofismo articolare, come esiti di fratture e traumi, pregresse infezioni articolari, deviazioni dell'asse (ginocchio varo o valgo), osteonecrosi, disallineamento dell'apparato estensore e malattie sistemiche. Tra i fattori eziologici riconosciuti che possono indurre gonartrosi vi sono l'obesità e le turbe del ritorno venoso.
La gonartrosi può coinvolgere tutta l'articolazione, oppure può interessare solo il  compartimento femoro-tibiale mediale o laterale (artrosi monocompartimentale) o colpire esclusivamente l’articolazione femoro-rotulea (artrosi femoro-rotulea).
Molto spesso a causa delle alterazioni indotte dallo stesso processo artrosico, può verificarsi una deviazione in varismo o, più raramente, in valgismo del ginocchio.

Sintomatologia

Il sintomo principale è il dolore locale (gonalgia), esacerbato dalla flessione, durante il carico e alla deambulazione. Nelle fasi iniziali la gonalgia è discontinua, mentre in quelle tardive, più gravi, è continua e si presenta anche a riposo.
Altri segni e sintomi caratteristici sono idrartro, ovvero gonfiore causato dalla produzione eccessiva di liquido sinoviale da parte della capsula infiammata, ipotrofia quadricipitale, instabilità e limitazione articolare, zoppia di fuga (il paziente carica poco il peso sull'arto dolente, accorciando la fase di appoggio sul piede corrispondente), blocchi articolari e presenza di scrosci articolari.
Nelle fasi molto avanzate il ginocchio è globoso, con articolarità ridotta o abolita e presenta una deviazione assiale in varo o in valgo.

Diagnosi

La storia clinica del paziente e l’esame clinico pongono il sospetto di gonartrosi.
Nella grande maggioranza dei casi è sufficiente una radiografia del ginocchio in due proiezioni (antero-posteriore e laterale) e una radiografia tangenziale per rotula per evidenziare la riduzione della rima articolare, l'addensamento dell’osso subcondrale (aree di sclerosi ossea), presenza di  osteofiti e di geodi (aree di lacuna ossea).

Trattamento

Il trattamento inizialmente è medico e fisiokinesiterapico. Consiste essenzialmente in una terapia antinfiammatoria per os o mediante infiltrazioni locali di cortisonici o acido jaluronico associati a fisioterapia con ionoforesi, diatermia, ultrasuoni e massaggi che facilitano il rilassamento e la scomparsa di eventuali contratture muscolari. Man mano che la patologia progredisce il trattamento conservativo non sarà più sufficiente a contenere la sintomatologia, così sarà necessario programmare l'intervento chirurgico (osteotomia tibiale o femorale, sostituzione con protesi mono-compartimentale o totale del ginocchio). Il trattamento artroscopico è stato negli anni abbandonato a causa di un beneficio solo temporaneo. Tuttavia in casi molto selezionati è ancora possibile effettuare una pulizia artroscopica in caso di gonartrosi.

Trattamento con ProNexibus®

Il trattamento con ProNexibus® è efficace nel trattamento della sintomatologia dolorosa e del gonfiore in caso di gonartrosi. Le alte frequenze stabilizzate e controllate, emanate dall'innovativo manipolo, provocano un effetto termico che aumenta la vasodilatazione e il flusso ematico, favorendo il drenaggio linfatico e degli edemi. L'iperafflusso indotto aumenta l'ossigenazione tissutale e intracellulare, favorendo la rimozione di cataboliti, riducendo l'infiammazione e promuovendo la rigenerazione tissutale. L'effetto antalgico, evidente già dalle prime sedute, è dato dalla stimolazione diretta delle alte frequenze sulle terminazioni nervose libere e dal rilascio indotto di endorfine.
In caso di intervento chirurgico, la tecnologia ProNexibus® potrà essere utilizzata già nelle prime ore dopo l'intervento per favorire la cicatrizzazione, ridurre gli edemi e permettere un più rapido recupero della mobilità articolare.

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