Radiofrequenze

INTELLIGENT TECHNOLOGY

Cosa sono le radiofrequenze e lo spettro elettromagnetico?

Le radiofrequenze: un argomento quotidiano.

Durante la nostra giornata, da quando prendiamo un caffé alla mattina a quando ci corichiamo per riposare la sera, diamo per scontate tante piccole cose che, se le analizzassimo un po’ più approfonditamente, ci lascerebbero di stucco per la loro importanza. Le radiofrequenze non sono da meno: noi siamo letteralmente immersi dentro un mare di radiofrenquenze, altrimenti chiamate anche onde o radiazioni elettromagnetiche.

Tutto il campo delle telecomunicazioni si basa sull’utilizzo delle radiazioni elettromagnetiche per trasmettere continuamente le informazioni tra smartphone, computer, smart-tv od altri dispositivi: le notizie del giornale che leggiamo sul nostro telefonino arrivano grazie alle radiofrequenze, ad esempio. Se però il campo delle telecomunicazioni, essendo stato sviluppato dall’uomo, è artificiale ci potremmo chiedere se allora le radiofrequenze non siano un’invenzione dell’uomo. Questa però è un’idea erronea in quanto la stessa luce, che ci permette di vedere intorno a noi, è una radiofrequenza anch’essa. Ma quindi, cos’è un’onda elettromagnetica? Approfondiamolo assieme.

Cos’è un onda elettromagnetica?

Le onde EM sono descritte dalla fisica come una combinazione di campi elettrici e magnetici variabili che si propagano nello spazio con le caratteristiche del moto ondulatorio (Figura 1). Il campo magnetico è ortogonale al campo elettrico e, quando l’onda EM è lontana dalla sua sorgente, i due campi sono in fase: al picco del campo magnetico corrisponde il picco del campo elettrico.

Radiofrequenze 1

Figura 1. Andamento ondulatorio di un onda elettromagnetica (EM).

 

Le principali caratteristiche delle onde sono:

  • La FREQUENZA (f). È la misura della ripetitività temporale (periodicità) dell’onda, o di quante volte si ripetono i punti di massimo (o minimo) dell’onda in un secondo: cioè il numero delle oscillazioni che l’onda compie in un secondo. È misurata in Hertz (Hz): 1 Hz equivale ad 1 ciclo al secondo. La frequenza è legata al tempo dalla relazione: f = 1/t; è quindi l’inverso del tempo.
  • La LUNGHEZZA D’ONDA (λ). È la distanza che intercorre tra due massimi (o minimi) consecutivi dell’onda, solitamente indicata con la lettera greca λ (lambda) e misurata in metri.
  • La VELOCITÀ DI PROPAGAZIONE (v). È la misura di quanto veloce si propaga un’onda nello spazio. Nel vuoto equivale alla velocità della luce (c): 300.000 km/s.

 

 

Radiazioni ionizzanti e non ionizzanti? Che differenze?

Le radiazioni non ionizzanti (NIR) NON trasportano abbastanza energia per causare la ionizzazione di atomi o molecole: fino ad oggi gli studi condotti sulle NIR hanno ESCLUSO un effetto causale diretto sulla CANCEROGENESI. Le NIR comprendono la luce visibile, la radiazione infrarossa, i campi a radiofrequenze (RF) e microonde (MO), i campi a frequenza estremamente bassa (ELF) ed i campi elettrici e magnetici statici (Figura 2). Si è dimostrato che le NIR possono produrre altri effetti biologici, per esempio riscaldando i tessuti, influendo su reazioni chimiche o inducendo correnti ioniche nei tessuti e nelle cellule.

Radiofrequenze 2

Figura 2. Lo spettro elettromagnetico.

Le radiazioni ionizzanti (IR) trasportano, invece, abbastanza energia per causare la rimozione di elettroni da atomi o molecole così da romperne i legami intramolecolari o intermolecolari: quindi inducono la formazione di ioni e/o radicali liberi (uno ione è un atomo con una carica elettrica definita), e sono in grado di spezzare le macromolecole quando assorbiti in dosaggi elevati (es. danneggiare il DNA). Le IR hanno una frequenza molto elevata, superiore a 3000 GHz (raggi X e raggi gamma). I radicali liberi sono atomi o molecole che presentano un elettrone libero sulla superficie: sono estremamente reattivi in vivo perché l’elettrone spaiato cercherà in tutti i modi di formare un legame chimico stabile, indipendentemente dal danno che può provocare. Quando i danni si accumulano, perché i meccanismi di riparazione e prevenzione del danno della cellula non sono più sufficienti (e.g. enzimi come catalasi e perossidasi, o antiossidanti come il glutatione), la cellula muore o necrotizza.

Comunque non tutto il male vien per nuocere: le radiazioni ionizzanti sono utilizzate quotidianamente nella pratica medica e non solo! Moltissimi di noi hanno fatto una radiografia, una TC oppure anche una “semplice” lampada abbronzante: tutte queste tecnologie sfruttano le radiazioni ionizzanti in quantità non nocive per l’uomo. In alcuni casi selezionati le IR sono utilizzate per trattare e curare i tumori.

È fondamentale ricordare che la tecnologia FocusMed® utilizza le Radiazioni NON Ionizzanti (NIR) nello spettro delle onde corte: 2, 4, 8 MHz.

 

Ma, le radiazioni ionizzanti sono dannose per la salute?

Radiofrequenze 3

Figura 3. Classificazione IARC dei cancerogeni.

Gli studi sulle RF che hanno colpito maggiormente l’opinione pubblica sono stati quelli volti a valutare la relazione tra NIR e cancerogenesi: qui facciamo una breve panoramica sulle principali fonti internazionali, che potete approfondire con la bibliografia in calce.

La IARC (International Agency for Research on Cancer) è un organismo di pertinenza dell’OMS che ha l’obbiettivo di studiare le cause ed i meccanismi alla base dello sviluppo del cancro. Essa ha definito le onde EM come “un possibile agente cancerogeno per l’uomo”: agente di categoria 2B (Figura 3).

Gli studi ad oggi disponibili e principalmente valutati dalla IARC si riferiscono all’:

  • Esposizione occupazionale a radar e microonde.
  • Esposizioni ambientali associate alla trasmissione dei segnali radio, televisivi e della comunicazione wireless.
  • Esposizione personale associata all’utilizzo dei telefoni cellulari.

Le evidenze scientifiche analizzate sono state ritenute INADEGUATE per definire una relazione tra cancro e radiazioni EM per quanto riguarda l’esposizione occupazionale ed ambientale a frequenze EM.

L’unico campo potenzialmente dannoso, che giustifica la classificazione 2B delle onde EM, riguarda l’utilizzo dei telefoni cellulari, e nello specifico sviluppo di gliomi e neuromi acustici, soprattutto con l’utilizzo delle vecchie tecnologie della telefonia cellulare (es. tecnologia ETACTS che impiegava potenze significativamente superiori).

È importante sottolineare come il principale campo di indagine di questa commissione ha riguardato l’ESPOSIZIONE CRONICA o PLURIENNALE alle radiazioni elettromagnetiche: l’esposizione per brevi periodi di tempo, o acuta, a radiazioni EM non è stata oggetto di comunicazioni.

La relazione tra un organismo e le onde EM è complessa e di difficile studio sperimentale. Si può comunque affermare che differenti onde EM hanno un effetto differente sul corpo umano. In questo caso, le onde EM maggiormente indagate sono quelle legate ai telefoni cellulari: tali frequenze non sono utilizzate nella tecnologia sviluppata dall’azienda FocusMed.

La tecnologia FocusMed utilizza le alte frequenze (2-4-8 MHz) che NON sono correlate effetti cancerogeni. Inoltre le alte frequenze ad 8 MHz sono state utilizzate proprio contro il cancro e si sono dimostrate efficaci nell’aumentare l’aspettativa di vita dei pazienti e alleviare le sofferenze dei pazienti

 

Bibliografia

Cifra, M., Fields, J. Z. & Farhadi, A. Electromagnetic cellular interactions. Prog. Biophys. Mol. Biol. 105, 223–246 (2011).

Guidelines on limiting exposure to non-ionizing radiation: a reference book based on the guidelines on limiting exposure to non-ionizing radiation and statements on special applications. (International Commission on Non-Ionizing Radiation Protection, 1999).

O’Clock, G. D. Electrotherapeutic devices: principles, design, and applications. (Artech House, 2007).

ICNIRP STATEMENT ON THE “GUIDELINES FOR LIMITING EXPOSURE TO TIME-VARYING ELECTRIC, MAGNETIC, AND ELECTROMAGNETIC FIELDS (UP TO 300 GHz)”: Health Phys. 97, 257–258 (2009).

The INTERPHONE Study Group. Brain tumour risk in relation to mobile telephone use: results of the INTERPHONE international case–control study. Int. J. Epidemiol. 39, 675–694 (2010).

IARC classifies Radiofrequency Electromagnetic Fields as possibly carcinogenic to humans. 6 (2011).

Establishing a dialogue on risks from electromagnetic fields. (World Health Organization : United Nations Children’s Fund, 2002).

Masiero, S. et al. Short-wave diathermy in the clinical management of musculoskeletal disorders: a pilot observational study. Int. J. Biometeorol. (2019) doi:10.1007/s00484-019-01806-x.

Streffer, C. Aspects of Metabolic Change After Hyperthermia. in Application of Hyperthermia in the Treatment of Cancer (eds. Issels, R. D. & Wilmanns, W.) vol. 107 7–16 (Springer Berlin Heidelberg, 1988).

Takahashi, K. et al. The effects of radiofrequency hyperthermia on pain and function in patients with knee osteoarthritis: a preliminary report. Journal of Orthopaedic Science 16, 376–381 (2011).

Lee, C. K. & Levitt, S. H. 0 Hyperthermia Original Contribution. 13.

Shoji, H. et al. A novel strategy of radiofrequency hyperthermia (neothermia) in combination with preoperative chemoradiotherapy for the treatment of advanced rectal cancer: a pilot study. Cancer Med 4, 834–843 (2015).

Izukura, R. et al. Cardiac and respiratory effects of deep regional hyperthermia using an 8 MHz radiofrequency-capacitive device on patients with cancer. International Journal of Hyperthermia 33, 428–434 (2017).

Fujimoto, S. et al. Clinical pilot studies on pre-operative hyperthermic tumour ablation for advanced breast carcinoma using an 8 MHz radiofrequency heating device. International Journal of Hyperthermia 19, 13–22 (2003).

Nagata, Y. et al. Clinical results of radiofrequency hyperthermia for malignant liver tumors. International Journal of Radiation Oncology*Biology*Physics 38, 359–365 (1997).

Ohguri, T. et al. Deep regional hyperthermia for the whole thoracic region using 8 MHz radiofrequency-capacitive heating device: Relationship between the radiofrequency-output power and the intra-oesophageal temperature and predictive factors for a good heating in 59 patients. International Journal of Hyperthermia 27, 20–26 (2011).

Franckena, M. et al. Long-Term Improvement in Treatment Outcome After Radiotherapy and Hyperthermia in Locoregionally Advanced Cervix Cancer: An Update of the Dutch Deep Hyperthermia Trial. International Journal of Radiation Oncology*Biology*Physics 70, 1176–1182 (2008).

Abe, M. et al. Multi‐institutional studies on hyperthermia using an 8‐MHz radiofrequency capacitive heating device (thermotron RF‐8) in combination with radiation for cancer therapy. 58, 7 (1986).

Ohguri, >T. et al. Radiotherapy with 8 MHz radiofrequency-capacitive regional hyperthermia for pain relief of unresectable and recurrent colorectal cancer. International Journal of Hyperthermia 22, 1–14 (2006).

Ohguri, T. et al. Radiotherapy With 8-MHz Radiofrequency-Capacitive Regional Hyperthermia for Stage III Non–Small-Cell Lung Cancer: The Radiofrequency-Output Power Correlates With the Intraesophageal Temperature and Clinical Outcomes. International Journal of Radiation Oncology*Biology*Physics 73, 128–135 (2009).

 

Chiedi una prova gratuita

Desideri provare i nostri dispositivi ?
Vuoi testare la loro funzionalità e praticità?
Compilando il modulo un nostro incaricato ti contatterà per fissare un incontro a costo zero.

Siamo molto attenti alla privacy, per questo motivo i dati inseriti in questo modulo sarano trattati nel pieno rispetto delle regole della privacy Europea (GDPR) che trovi qui  e conservati per il tempo necessario a soddisfare la richiesta inviata.

Approvazione della Privacy

8 + 7 =

×

Salve.

Clicca sull'icona per inviare un messaggio con WhatsApp, oppure inviaci una mail cliccando quì.

Hello.

Click to send a message with WhatsApp, or send us an email by clicking here .

× Serve aiuto? Need help?
800-456220